Sine

Sinèddoche, sinestesìa, sinergìa, sinecùra.


Inizio scattando una foto digitale, poi la fotoritocco, aggiungo un titolo ed un testo.
Cercando di dare un signfiicato. 


Per limiti tecnici le didascalie non possono superare i 100 caratteri. Dunque copio sotto i testi integrali.

Pèrditi In questo mare, ove, comunque, non ti puoi trovare.
Lasca, dunque, spiega la randa.
Sai bolinare, vai dove ti manda.
Non esitare.

Capriole Facevo capriole su prati di chiodi.
Mi spieghi perché ti cercavo ?

Saba Biblica regina d'inganni. Caribico regno lontano da affanni, malanni e tiranni.

Lèggere pietre Precisi e antichi. Come e più che a Macchu Picchu, a Giza, a Cuzco,a Palenque. Sopravvissuti a guerre e terremoti, al furore dei popoli. Ci passi accanto, di fretta, e non guardi. Ammirali, invece, accarezzali, respirali.

Solo deserti Apri la finestra, guarda fuori. Negli animi, dico. Cosa vedi ?

Merletti di pietra Pietre, non cemento. E non armato, ma disegnate. Su mura inossidaibli. Su paesi eterni.

Schoelcher Costa una vita superare i pregiudizi, le convenienze, le ingiustizie. La spese.

Verso l'alta No so se potrò raggiungervi. Tenterò.

Sisifo Vetta non v'è. Ma vetta e vetta ancora.

Consolazione d'Aragona Rinchiuder sorelle nel cerchio a morir dai morti fu claustrale rimedio a preservar l'asse.

Raggione Nel buio un raggio. Grande.

Grazie Prima tuffi. Gite nel sole. Bimbi, onde, risate. Poi arrivederci. E grazie.

La fortuna di viverci Ambivano guadagni e poteri. Subirono sonanti umiliazioni, riverenze prostrate o finanche col sangue. Qualcuno, tornato ai paeselli, ha compreso quanta è la fortuna di viverci.

Vidi Duchesse in festa cingere vecchi baroni. Udii musiche di danze sopra la risacca e tintinnii di brindisi nel buio più sprezzante. Ora orde scroscianti volgarmente m'attorniano irrispettose.

Bevi temendo Bibe viator. Sed sappi che il fonte (e il ponte) son sotto la Rocca.

Sabbia Quante diverse emozioni,. Quante gioiose esaltazioni su questa spiaggia ho vissuto. Sabbia, rigonfia di sdegno, di tante emozioni non v'è neanc'un segno.

Fuggi Dai loschi imbrogli. Dai lerci intrighi. orgoglioso rifuggi. Lindo.

Se non ci fosse ? Certo che c'è. E' lì. Tutti i giorni. A disposizione. E' scontato che ci sia.

L'inganno di Giustina Magia di colori, celeste illusione, di canti, di cori, si fece funzione. E' solo mistero o anche un po' vero ? Ed è puro amore o solo timore ?

Faro Fiero e vero. Puro perché solo.

Forza dle potere Ch'è fuori dalle leggi, dalle regole, d'ogni limite. Ch'è in sé.

Supernova Quando una stella muore, collassa,  implode. Ma le sue radiazioni all'infinito vagano, avvertibili a migliaia di anni luce. Anche gli uomini fan così?

Morale Transenne occorrono, e Saggi e puntelli.

Per la patria, per vivere Maurizio Quadrio, nato a Chiavenna (Sondrio) nel 1800. Morto a Roma nel 1876. Fu segretario di Mazzini, soldato, giornalista. Combattè in Italia e all'estero per la libertà dei popoli. Via Quadrio, un vicolo., di una città, dove vivere, oggi, liberi.

Ariulfo Estese il Ducato ad una irripetuta vastità. Straordinaria ricchezza, prestigiosa agiatezza, di cui, oggi, appena le vestigia.

Alexandròs (fatti non foste a viver come bruti) Bello qui. Ma cosa ci sarà di là da laggiu ?

Finestra suo futuro Persiana rotta, cadente. Ma domani ? Un restauro, una nuova persiana. La stessa finestra, una nuova famiglia.

Fiori finti Fiori finti. Cuori finti. Finti onori. Finti fuori. Finti dentro. E' il nostro tempo.

Come ciottoli Tutti uguali. Diforme diverse o colori. Ma tutti uguali.

Forse perché No. Non scendi invocata. Immagine di quiete fatale. Agonia d'una stirpe malata. Tenebroso trionfo del male. Temuta. Temuta ed odiata. Ma bella, si, e sensuale.

Soffrì la Rocca Secoli. Di assedi, stermini, assalti, detenzioni.
Non mi turbi Ti vedo, ti sento. Da lungi ti leggo. Ma non mi turbi. A volte scendo, mi confondo nel vostro mondo. Però, potendo, dai sozzi dai furbi qui m proteggo. Nel tempo lento.

Cupolapiovra Oltre il vetro il sole, il cielo. Noi qui sotto, e non se n'esce. Intrigati poteri, variegate mafie. Sacri terrorismi. Noi qui sotto, e non se n'esce.

Erculea forza Che chiude le colonne al ristagno di bellicose religionie d'irrimediabili odii d'opposte rive.

Non quelli Non marmi. Né fiori né fiamme. Ma il nitido ricordo ch'io serbo di te. Il mio orgoglio, il tuo esempio.

Inarrivabile solitudine Su siti stupendi, castelli, ville, casalil cintati, con bei panorami, stipati di lussi, protetti, accuditi e serviti. Ma soli. Come mai una baracca sarà.

Fino in fondo …vorrei percorrerti, oh valle. Stordirmi dei tuoi colori, perdermi nel tuo tempo. Tra rocce e silenzi, e paesetti sereni, tra rivi e castelli trovarmi guarito.