Cesare Marco Aurelio Antonino Augusto
detto Marco Aurelio
 


Imperatore dal 161 al 180 d.c.,  ha scritto in "colloqui con se stesso":

Se svolgi il cómpito presente seguendo la retta ragione, con impegno, con vigore, benevolmente, e non ti curi di alcun fatto accessorio, ma di mantenere il tuo demone nella sua purezza, come se da un momento all'altro dovessi restituirlo. Se ti attieni a questo principio senza attenderti o rifuggire nulla, pago invece del tuo attuale operato conforme a natura e della romana verità di ciò che dici ed esprimi, vivrai felice. E non c'è nessuno che possa impedirti di farlo.

Pensa a quelli che tu stesso hai visto perdersi dietro un'illusione e trascurare quello che si addiceva alla loro natura, anzichè perseguirlo tenacemente e farselo bastare..... Così eviterai il disgusto: se non ti occuperai delle inezie più del dovuto.

Il tempo è una specie di fiume degli eventi, una corrente impetuosa.

Una cosa, come la vedi, subito è portata via, un'altra ne arriva ed anche questa già si è persa. 

Questo ha chiuso gli occhi all'amico e e subito dopo l'altro ha fatto a lui il funerale. E tutto in poco.

Insomma, le cose dell'uomo vanno considerate effimere e vili.

L'uomo, se ha fatto un favore, non lo grida in giro, ma pensa a farne un altro, come la vigna produce un nuovo grappolo ad ogni stagione.

Guarda le cose della vita: durano poco, valgono ancora meno.

Non è da stupidi montarsi la testa, affannarsi e lamentarsi , come se il tempo della sofferenza dovesse durare a lungo ?

Il modo migliore per vendicarsi è fare diversamente.

Alessandro il Macedone ed il suo mulattiere, morendo, fecero la stessa fine. 

Spesso sbaglia chi non fa. Non solo chi fa.

E' un lurido ipocrita chi dice "Ho deciso di essere sincero con te!" Che roba è ? Non c'è mica bisogno di dirlo !